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Caso clinico 4

Micia è una gatta intera, comune europeo, di 3 anni di età. E’ stata portata alla visita per la presenza di una massa nella parte interna del ginocchio destro, che la proprietaria sospettava potesse essere un ascesso. Alla visita si rilevava la presenza della massa sottocutanea delle dimensioni di una mela, calda, relativamente mobile, di consistenza dura, che circondava da tutti i lati l’articolazione del ginocchio (Foto 1-2-3).

E’ stata quindi eseguita una radiografia latero-laterale della zona (Foto 4-5), che dimostrava la presenza di ampie aree di calcificazione dei tessuti molli senza interessamento dell’apparato scheletrico; assieme alle radiografie, è stato effettuato anche un esame citologico tramite ago-infissione. Al microscopio si notavano cellule di aspetto “fusato” (origine mesenchimale), immerse in abbondante matrice amorfa con affinità eosinofila, che escludevano l’ipotesi dell’ascesso indirizzando invece la diagnosi differenziale verso una possibile neoplasia (tumore). Le caratteristiche cellulari, però, non risultavano essere sufficientemente specifiche per emettere una diagnosi definitiva. Per poter quindi decidere la terapia corretta, e poter emettere una seguente prognosi, è stato deciso di eseguire l’esame istologico della massa tramite biopsia.

L’esame delle biopsie ha prodotto diagnosi morfologica di possibile CONDROSARCOMA BEN DIFFERENZIATO, ovvero una neoplasia maligna delle cellule che creano la cartilagine (condrociti), od in alternativa di possibile CONDROMATOSI. Quest’ultima è una patologia che causa una trasformazione dei condrociti, dando una sintomatologia simil-neoplastica, che si può sviluppare in alcuni gatti positivi all’infezione da virus della FeLV.

La terapia d’elezione per entrambe queste patologie è chirurgica: prevede l’escissione completa della massa e, nel caso del tumore, anche l’asportazione di alcuni centimetri (3-4 cm) di tessuto sano adiacente alla massa, ed avere così la sicurezza di asportare anche le aree di neoplasia infiltratasi nei tessuti circostanti.

Prima di eseguire l’intervento chirurgico, quindi, Micia è stata sottoposta al test per valutare la sua positività all’infezione da FeLV, per poter escludere l’ipotesi di condromatosi. L’esito dell’esame è risultato negativo.
Lo stabilire se la massa fosse di origine neoplastica o simil-neoplastica è stato importante non tanto per la terapia, ma soprattutto per poter emettere una prognosi adeguata e suggerire al proprietario il corretto “follow-up” cui sottoporre Micia nei mesi seguenti all’intervento.

 

Date le dimensioni della massa, la sua localizzazione e la sua connessione ai tessuti circostanti, per asportare del tutto la neoplasia è stato necessario eseguire l’amputazione dell’arto. Questo è stato fondamentale in quanto questo tipo di tumore è spesso accompagnato dalla comparsa di recidive nei tessuti adiacenti alla massa ad alcuni mesi di distanza dalla asportazione.

 

L’intervento chirurgico è stato effettuato la mattina, e già la sera Micia mangiava e cominciava a camminare, senza manifestare grossi disagi per l’andatura a tre zampe. (foto post chirurgia)

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